Sembra assurdo, solo pochi giorni fa continuavamo a segnalare il livello molto alto rispetto alle medie del periodo dell’acqua nella città lagunare di Venezia. Durante i primi giorni dell’anno la tendenza si è completamente invertita. Storicamente questo è un periodo di bassa marea, tantoché nel capoluogo veneto, quello di gennaio è soprannominato il periodo delle “secche della befana“.

Nei mesi di novembre e dicembre si sono raggiunti livelli di acqua alta impressionanti. Per moltissimi giorni l’allerta è stata al livello massimo possibile, quello rosso, vista la situazione pericolosa. È impressionante come le cose possano cambiare nel giro di pochissimi giorni, ma la bassa pressione comporta anche questi “scherzi”.

Il paradosso del MOSE

Come detto, in questi giorni il livello dell’acqua è spaventosamente basso. Vi basterà vedere qualche foto dei canali per capire la portata di questo evento. Moltissime gondole sono arenate, in attesa che possano tornare a navigare. Durante la scorsa settimana il livello dell’acqua era a – 50 cm rispetto alla media, un numero per nulla da sottovalutare.

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Il paradosso è che in questi giorni è in svolgimento il summit sul MOSE, ovvero il sistema di controllo delle maree artificiale. L’infrastruttura non è mai stata realmente completata e messa in funzione, poiché i costi di realizzazione sono stati e saranno molto più alti del previsto. Dopo lo spavento occorso negli scorsi mesi però, è ancora più importante definire la conclusione del progetto per una messa in sicurezza del capoluogo veneto.

In questo periodo inoltre si stanno svolgendo i preparativi per uno degli eventi più caratteristici dell’anno nella città di venezia: il carnevale. I festeggiamenti avranno luogo dall’8 al 25 febbraio 2020.