Purtroppo sappiamo benissimo da diversi anni che il problema dello smog non è più sottovalutabile. Le polveri sottili prodotte dai processi di combustione stanno aggravando sempre di più la situazione del nostro pianeta. Alcune si, ma molte delle conseguenze di questi abusi non sono tangibili al giorno d’oggi, ma lo saranno per i nostri figli e nipoti.

Le industrie hanno una colpa da non sottovalutare, nonostante si stia provvedendo in maniera seria ad obbligarle per legge a rispettare dei parametri ecologici. Il “cittadino qualunque” invece partecipa a questo processo utilizzando la propria auto. In questa maniera le polveri sottili invadono le nostre città, costringendo le autorità a sospendere la circolazione più e più volte.

Il rapporto di Legambiente

A dir la verità analizzando i numeri relativi agli ultimi dieci anni, i quantitativi di smog si sono leggermente ridotti. La situazione ha avuto un lieve miglioramento, ma rimane comunque molto precaria. Lo sostiene una ricerca pubblicata da Legambiente in questi giorni, il cui titolo è tutto un programma: Mal’aria di città.

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Questi dati sono relativi ai quantitativi di polveri sottili riscontrati nei più grandi centri abitati del Bel Paese. Parliamo di ben 54 città sopra il limite consentito durante il 2019, un numero decisamente alto.

La prima, in vetta a questa classifica poco ambita è Torino. Sono state ben 147 le giornate in cui si è superato il valore di PM10 o di O3, entrambi nocivi per la nostra salute e per quella della nostra Terra. La maggior parte delle città ai primi posti sono inevitabilmente al nord, dove l’industria di vario genere da il suo triste apporto. Al sud, il primo capoluogo di provincia che troviamo è Caserta con 52 giornate oltre i limiti consentiti.