Negli ultimi tempi è cresciuta la consapevolezza ambientale, soprattutto per quanto riguarda l’abuso che si è fatto della plastica. Probabilmente è servito che la questione peggiorasse drasticamente per far rendere conto a tutti che si è esagerato.

Una spiaggia piena di bottigliette d’acqua non è di certo uno spettacolo che ci auguriamo di vedere spesso. Il fatto che l’uomo non sia stato in grado di differenziare la spazzatura da sempre, ha portato risultati del genere. Ci si salva in calcio d’angolo organizzando attività pubbliche come le pulizie di gruppo, ma indubbiamente andrebbe fatto un grande mea culpa per le mancanze riscontrate in precedenza.

Le grandi aziende mentono

Greenpeace, una delle associazioni più impegnate nella lotta ambientalista, ha voluto fare il punto della situazione sulla questione plastica. Nonostante l’argomento sia divenuto “celebre” negli ultimi anni, circolano molte bufale. Queste spesso sono fomentate dal linguaggio volto al marketing delle multinazionali. Ad esempio, si spinge molto sul fatto che la plastica sia riciclabile. Lo è, anzi lo è sempre stata. Ma da quando è stata inventata, solo il 9% di quella prodotta è stata realmente riutilizzata.

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Le grandi aziende spesso sostengono che la bioplastica sia meglio della plastica. In parte può essere anche vero, ma la prima in realtà non è degradabile in ogni situazione. Soprattutto se dispersa nell’ambiente, questa risulta inquinante quanto la sua cugina che l’ha preceduta.

Per concludere, Greenpeace sostiene che nel linguaggio odierno ci sia una spinta verso l’uso della carta piuttosto che quello della plastica poiché più sostenibile. La verità è che a causa della deforestazione, aumenta la produzione di CO2, inficiando comunque in maniera corposa sul nostro pianeta. L’invito è quello di sempre: “ricaricare e riutilizzare”, perchè il nostro pianeta non è usa e getta.