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La chirurgia bariatrica: pro e contro

Lucrezia Bellisario 7 Novembre 2019
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La chirurgia per perdere peso, nota anche come chirurgia bariatrica, non solo può consentire di eliminare il grasso in eccesso, ma ha numerosi benefici per la salute, sebbene sia considerata l’ultima spiaggia per le persone fortemente obese. Diversi milioni sono le persone che muoiono ogni anno nel mondo a causa di sovrappeso o obesità e la sua prevalenza è quasi triplicata tra il 1975 e il 2016 quando 1,9 miliardi di adulti erano in sovrappeso e 650 milioni erano obesi.

 

L’opzione chirurgica è dedicata ai pazienti colpiti da obesità, con un indice di massa corporea superiore a 40 oppure superiore a 35, ma con la presenza di altre condizioni come il diabete, l’ipertensione arteriosa, le apnee notturne o gravi problemi articolari.

L’Indice di Massa Corporea(IMC o BMI dall’inglese Body Mass Index) è uno strumento importante per la misurazione del peso corretto. Il BMI mette in correlazione il peso con l’altezza: viene calcolato dividendo il peso corporeo (kg) per la statura (metri) al quadrato.

Prima di valutare se effettuare l’intervento o meno, lo specialista traccerà un quadro del paziente, la sua storia clinica e lo stile di vita. È necessario che il paziente ed i suoi familiari comprendano bene che la chirurgia non è mai la prima opzione.Inoltre si dovrà dimostrare che, nel passato, il paziente abbia seguito delle diete sotto il controllo medico e che esse non abbiano funzionato o che, subito dopo, si sia ripreso peso. Serve anche un’idoneità psicologica che può essere raggiunta attraverso un percorso di preparazione sotto la guida di uno psicologo o di uno psichiatra, alla fine del quale lo specialista deve confermare che non ci siano controindicazioni. La cosa migliore è rivolgersi a quelle strutture in cui chirurgo e psicologo lavorino in équipe.

 

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI INTERVENTO

 

I principali interventi sono la sleeve gastrectomy, il bypass gastrico, la diversione bilio-pancreatica e il bendaggio gastrico regolabile.

 

La sleeve gastrectomy ed il bypass gastrico sono interventi restrittivi ormonali.

La prima consiste in una resezione gastrica verticale, con l’asportazione di buona parte dello stomaco e tubulizzazione dello stomaco rimanente. Determina una riduzione della secrezione degli ormoni responsabili della fame ed, allo stesso tempo, aumenta la produzione di altri ormoni in grado di accrescere il senso di sazietà.

Il bypass gastrico offre buoni risultati a lungo termine, ed è una terapia potente contro il diabete di tipo 2 e contro il reflusso gastrico.

La diversione bilio-pancreatica prevede la rimozione di buona parte dello stomaco.

Il bendaggio gastrico regolabileè, infine, un intervento restrittivo meccanico che riduce forzatamente l’introduzione di cibo.

 

I RISULTATI OTTENIBILI

 

I risultati variano da paziente a paziente. Giovani uomini di alta statura sono, per esempio, i più avvantaggiati e possono perdere fino all’80% dei chili in più. Una donna più avanti con gli anni e di bassa statura perderà circa il 60%. Un ruolo fondamentale nel mantenimento del peso è lo svolgimento di attività fisica regolare.

 

Come si mangia dopo l’intervento

 

Dopo l’intervento il paziente mangia molto meno, si può raggiungere il senso di sazietà con 30 grammi di riso o 50 grammi di pesce. Dopo diverso tempo si mangia un po’ di più, ma le quantità saranno sempre molto ridotte. Naturalmente bisogna insegnare al paziente a mangiare cibi di qualità a contenuto calorico controllato. Ci sono interventi che richiedono obbligatoriamente l’assunzione di integratori perché inducono una riduzione dell’assorbimento intestinale. Anche negli altri casi è comunque consigliato assumere integratori di ferro e vitamine per qualche mese, perché mangiando poco possono rivelarsi utili.

 

 

PERDERE PESO CON LA CHIRURGIA: I PRO E I CONTRO

 

Le condizioni mediche collegate all’obesità dopo l’intervento solitamente migliorano, per poi sparire, compreso: il diabete mellito di tipo due, l’artrite grave e le apnee ostruttive nel sonno.

Dopo l’intervento chirurgico, circa il 95% delle persone affermano di avere una qualità della vita decisamente migliorata. Altri studi suggeriscono che i pazienti vivono più a lungo dopo aver ridotto il peso, rispetto ai pazienti ancora obesi e che non si sottopongono alla terapia.

 

Quali sono i rischi dell’intervento per perdere peso?

L’intervento chirurgico che permette di perdere peso può comportare alcuni rischi. Solo il 10% dei pazienti che si sottopongono a tale intervento presentano in seguito delle complicazioni. Solitamente, i problemi sono di natura lieve, nausea, vomito e diarrea, infezioni da ferita, ernia addominale.

Altre complicazioni possono essere più gravi, ma rappresentano soltanto il 3% dei casi, come l’embolia polmonare, perdite tra i nuovi collegamenti chirurgici ed ulcere.

I rischi sono maggiori per i pazienti che hanno superato i 60 anni.

Anche dopo un intervento avvenuto con successo, possono insorgere alcuni piccoli problemi, come calcoli, carenza di vitamine, causata da un ridotto assorbimento delle sostanze nutritive, pelle cadente che può richiedere un’intervento di chirurgia plastica specie per prevenire infezioni.

 

In ogni caso, dopo il ricorso alla chirurgia per perdere peso è necessario seguire una dieta povera di calorie e fare molta attività fisica.Questo è considerato il trattamento in assoluto più efficace per ridurre e/o mantenere un giusto peso e tenere sotto controllo tutte le malattie collegate all’obesità.

 

 

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