Vi è mai capitato di notare che nella zona della Liguria, ogni volta che in Italia si abbattono forti precipitazioni, la Protezione Civile alza l’allerta meteo? Genova si trova in una zona molto soggetta ad allagamenti, e molto spesso per la sicurezza dei cittadini il livello di pericolo sale. Ma qual’è il motivo?

Innanzitutto la motivazione è geologica: se ci pensate la costa ligure è lo sbocco più vicino al mare rispetto alle Alpi. Questo significa che l’acqua proveniente dal nord ovest della nostra penisola si incunea e finisce nei corsi d’acqua che sfociano proprio in quella zona.

Inoltre il motivo per questa costante allerta è l’urbanizzazione effettuata in modo selvaggio in tutta la zona ligure. In quasi il 50% delle città sono presenti quartieri interi nati in zone a “rischio“.

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Qualche dato spaventoso

Si pensi che sui 232 comuni liguri il 99% di questi sorge in aree a forte rischio idrogeologico. Una situazione a dir poco precaria. Se poi aggiungiamo anche la scarsissima manutenzione effettuata sui corsi d’acqua che scorrono nella zona del capoluogo, capiremo perché si tratta di un comune in costante pericolo. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito a moltissimi eventi spiacevoli dovuti al maltempo e allo scarso controllo umano. Ultimo tra questi, il crollo del ponte Morandi, avvenuto proprio durante un fortissimo temporale. Ma anche le inondazioni avvenute nel 2011 e nel 2014 hanno lasciato grandissime cicatrici alla zona.

Una piccola puntualizzazione. Il comune più a rischio della regione Liguria è quello di La Spezia, in cui il territorio a rischio corrisponde al 100% dell’area metropolitana.

In ogni caso, la sproporzione abitativa è notevole. Più del 90% della popolazione risiede a ridosso della costa, che corrisponde a circa il 5% dell’area regionale.