Sono molteplici le invenzioni che sono state presentante in questa edizione del Maker Faire Rome 2019 appena conclusasi.Mani robotiche intelligenti che possono svitare dei tappi o usare una siringa, come ‘SoftHand Pro’, creata dal centro Piaggio dell’Università di Pisa e dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), o ‘Hannes’, messa a punto dall’Iit e dal Centro protesi Inail di Budrio.

 

I più recenti sviluppi della robotica consentono di creare protesi di nuova concezione che, imitando le mani umane, possono restituire oltre il 90% delle funzionalità alle persone che ne hanno subito l’amputazione.Sono stati anche presentati esoscheletri indossabili per compiere lavori pesanti e ripetitivi, come sollevare grossi carichi, riducendo i rischi di infortuni sul lavoro.

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Tra le tante novità spicca il Robot iCub che ha la forma e le dimensioni di un bambino di circa 4 anni, interagisce con l’uomo ed è l’unico robot al mondo ad avere il proprio corpo ricoperto da una pelle artificiale. E’ stato realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) per studiare l’intelligenza artificiale applicata ai robot.

“La sua particolarità – ha spiegato all’ANSA, Stefano Dafarra, dell’Iit – è avere il corpo rivestito da sensori tattili che, come una pelle, permettono ad iCub di capire se e come viene toccato dall’uomo, e di rispondere nella maniera adeguata”.

Il cucciolo di robot è dotato di telecamere che riproducono la vista, microfoni per la ricezione dei suoni, sensori per l’equilibrio e per misurare l’interazione con l’ambiente. ICub è il robot umanoide più diffuso al mondo, con una quarantina di esemplari presenti in diversi laboratori di Europa, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. “Sono utilizzati per scopi di ricerca, per capire ad esempio – precisa l’esperto Iit – come migliorare i movimenti, o l’equilibrio dei robot umanoidi, rendendoli sempre più simili a quelli umani.

Ed, infine, come perfezionarne l’interazione con l’uomo, rispondendo, ad esempio, a semplici comandi vocali oppure al contatto fisico con le persone. In futuro – ha concluso – stiamo anche pensando di insegnargli a volare”.

 

Nell’area  “Maker for Space” dedicata alla realtà aumentata, sono presentate alcune delle esperienze che è possibile fare, grazie alla collaborazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).  Esse consentono di creare un tappeto lunare, che permette ai visitatori di visualizzare in 3D sul proprio cellulare, crateri, razzi e moduli del nostro satellite. Sono anche presenti visori di realtà virtuale per fare un tuffo nello spazio profondo, tra buchi neri e supernovae, ed un proiettore sferico che consente di simulare stelle e pianeti in una stanza.