Zum Inhalt springen
Bio Pianeta

Bio Pianeta

– Ecologia, pianeta sostenibile

  • Ambiente
    • Inquinamento
    • Vivere green
  • Sustainability Life
    • Moda Sostenibile
    • Tecnologia
  • Curiosità
  • Salute e benessere
  • Start
  • 2018
  • Maggio
  • Alghe tossiche in aumento, è allarme in tutta Italia
  • Ambiente
  • Curiosità

Alghe tossiche in aumento, è allarme in tutta Italia

Redazione 3 Maggio 2018

Fonte: Flickr

C’è un nuovo pericolo sulle coste italiane: si chiama Ostreopsis ovata, ed è un’alga tossica che sta proliferando a causa del clima sempre più tropicale.

È allarme alghe tossiche nei nostri mari. Ad affermarlo è la Società Italiana di Tossicologia (Sitox), secondo la quale questa alga si sta diffondendo a macchia d’olio sulle coste italiane – soprattutto nei fondali rocciosi con acque calme e calde – e, nonostante sia nella maggior parte dei casi invisibile a occhio nudo, può intossicare.  Un incremento che si registra “da quando tropicalizzazione del clima favorisce il fiorire di alghe bentoniche che producono tossine anche alle nostre latitudini” spiegano dal Sitox.

E il pericolo è anche per l’uomo, ovviamente: c’è il rischio di “inalare queste tossine quando ci si bagna e/o ci si espone all’aerosol marino, costituito dalla miriade di goccioline d’acqua sospese in aria, generato dalle onde che si infrangono sulla riva” fanno sapere da Sitox. E dove si trovano di preciso queste alghe tossiche? Lungo le coste genovesi, tirreniche laziali, nelle acque dell’Emilia Romagna, ioniche e dell’Alta Toscana, in Sicilia, Puglia, nel mare di Gaeta e nell’Alto Adriatico (ovunque tranne in Veneto).

L’alga in questione, che si chiama “Ostreopsis ovata”, ha dimensioni che vanno dai 30 ai 70 micrometri (1 micrometro equivale ad un millesimo di millimetro) e quindi invisibile a occhio nudo, ma se proliferano generano una chiazza bruno-rossastra ben visibile e, successivamente alla fioritura, si può generare la produzione di palitossine molto pericolose per i bagnanti. La Sitox consiglia di stare lontani almeno 100 metri dalla riva in presenza di queste mucillaggini rosse. Se si entra in contatto, l’intossicazione presenta sintomi come febbre di oltre 38 gradi, congiuntiviti, rinorrea, tosse e problemi respiratori anche gravi, dermatiti da contatto, in qualche caso anche nausea e vomito. Inoltre le tossine di questa alga possono arrivare anche a tavola: molluschi e ricci possono infatti filtrare queste sostanze tossiche.

LEGGI ANCHE: RICCI DI MARE, UNA PANACEA PER IL CUORE

Photo Credit Wikimedia

CleverNode sta caricando i contenuti correlati...
Tags: Mari

Beitragsnavigation

Zurück Malesia, arrivano le macchinette che danno oro in cambio di plastica
Weiter Le famose polpette Ikea non sono svedesi: la ricetta è turca

Verwandte Geschichten

Come salvare una tartaruga marina: la guida pratica Come salvare una tartaruga marina: la guida pratica
  • Ambiente

Come salvare una tartaruga marina: la guida pratica

10 Agosto 2026
Nancy la tartaruga torna libera in Adriatico Nancy la tartaruga torna libera in Adriatico
  • Ambiente

Nancy la tartaruga torna libera in Adriatico

9 Agosto 2026
Giardini Caneva a Sarzana: la collezione unica di piante preistoriche Giardini Caneva a Sarzana: la collezione unica di piante preistoriche
  • Ambiente

Giardini Caneva a Sarzana: la collezione unica di piante preistoriche

16 Luglio 2026

Ultimi articoli

  • Come salvare una tartaruga marina: la guida pratica
  • Orto in balcone: 5 verdure che crescono in vaso e raccoglierai in 2 mesi
  • Orto biologico sul balcone: 5 verdure che crescono in vaso senza fatica
  • Fava cottora: la leguminosa dimenticata che cresce ovunque (e nutre bene)
  • Orto e giardino: calendario di semina agosto-settembre 2026
Copyright © 2025 Biopianeta.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma - P.Iva 17132921002 Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 | DarkNews von AF themes.