Agenda 2030

Direttiva Case Green sempre più vicina all’ufficialità: scadenze e dettagli

Le nuove regole dell’UE per l’efficientamento energetico del comparto abitativo sono quasi pronte, tra grandi critiche e dibattiti.


L’attenzione verso la sostenibilità ambientale sta crescendo in tutto il mondo, guidata da una crescente consapevolezza delle sfide climatiche che ci troviamo ad affrontare. Le politiche energetiche sono in prima linea in questa battaglia, con iniziative legislative che cercano di ridurre l’impronta di carbonio degli edifici, una delle principali fonti di emissioni di gas serra nei centri urbani.

In questo contesto, l’Unione Europea ha giocato un ruolo pionieristico, introducendo regolamenti progressivi che mirano a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. La più recente di queste iniziative è la Direttiva Case Green, una parte integrante del pacchetto Fit for 55, che punta a una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030. Questa direttiva si avvicina ora alla fase di implementazione, segnando un passo cruciale verso un futuro più verde.

Nuove norme UE sulle case green: preoccupano i costi per i lavori

La Direttiva Case Green, formalmente nota come “Energy performance of building directive” (Epbd), è stata adottata ufficialmente a metà aprile. Dopo il superamento degli ultimi ostacoli burocratici, tra cui l’approvazione del Parlamento Europeo e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il conto alla rovescia per la sua attuazione è iniziato.

norme ue sulle case green
La Direttiva stabilisce scadenze severe per gli edifici pubblici, che devono raggiungere zero emissioni nette entro il 2028 – biopianeta.it

Gli Stati membri hanno ora un periodo di 20 giorni per prepararsi prima che la direttiva entri in vigore, seguito da un termine di 48 mesi per integrare le disposizioni della direttiva nella legislazione nazionale. Questo periodo di transizione è essenziale per garantire che tutte le infrastrutture necessarie siano in atto per rispettare i nuovi standard energetici.

La Direttiva impone scadenze stringenti, soprattutto per gli edifici pubblici. Entro il 1° gennaio 2028, tutti i nuovi edifici pubblici devono raggiungere zero emissioni nette, un obiettivo ambizioso che riflette l’importanza del settore pubblico come leader nel cambio verso la sostenibilità. Per gli edifici pubblici esistenti, le classi energetiche E e D devono essere raggiunte rispettivamente entro il 2027 e il 2030.

Per quanto riguarda il settore privato, la direttiva offre maggior flessibilità, permettendo ai proprietari di migliorare gradualmente l’efficienza energetica degli edifici esistenti. Le strutture meno efficienti dovrebbero essere migliorate alla classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e alla classe D entro il 2033. È previsto che ogni proprietario riceva un “passaporto di ristrutturazione” che dettaglia i passi necessari per conformarsi alle nuove normative.

Per supportare la transizione verso edifici più efficienti, l’UE ha predisposto fondi significativi. Si stima che saranno necessari fino a 275 miliardi di euro all’anno per i prossimi sei anni. Questi fondi saranno canalizzati attraverso la Coalizione Europea per l’efficienza energetica, una piattaforma che facilita la collaborazione tra gli Stati Membri e esperti del settore.

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