Sustainability Life

Carne coltivata, la notizia è appena arrivata: siamo ad un punto cruciale

Potremmo essere vicini a una svolta importante sul fronte della carne coltivata in laboratorio. Presto potrebbe cambiare tutto.


Tra i problemi sul tappeto oggi non ci sono solo la sostenibilità ambientale e il cambiamento climatico. C’è anche il problema la sostenibilità a tavola. Ragione per cui alcuni Stati hanno approvato la carne coltivata, mentre altri non nascondono la loro reticenza sia a consumarla che a commercializzarla.

Con carne carne coltivata (o a base cellulare), volgarmente detta carne sintetica o artificiale, si intende carne animale prodotta a partire da cellule staminali allevate in laboratorio. Si tratta in sostanza di usare cellule animali per creare tessuto muscolare non diverso da quello proveniente da animali d’allevamento.

Non mancano però le riserve. Uno dei motivi delle resistenze è rappresentato dagli elevati costi di produzione. Produrre il primo hamburger coltivato in laboratorio nel 2013 è costato 330 mila dollari. Dieci anni dopo il costo è sceso intorno a circa 200 dollari al chilo. Secondo gli esperti, per essere competitiva la carne coltivata dovrebbe arrivare a circa 6 euro al chilo.

Carne coltivata, siamo arrivati a un punto cruciale

Un significativo passo in tal senso, che renderà possibile produrre la carne coltivata a prezzi più bassi. arriva dal Centro per l’Agricoltura Cellulare dell’Università di Tufts (TUCCA), vicino a Boston, negli Stati Uniti. Qui un gruppo di ricercatori ha realizzato un rilevante progresso.

Nuova svolta per la carne sintetica
La novità sulla carne coltivata arriva dai laboratori americani – biopianeta.it

Il team di ricerca è riuscito infatti a sviluppare delle cellule muscolari bovine in grado di autoprodurre i fattori di crescita, elementi cruciali perché mandano segnali alle cellule per la crescita e la maturazione. In questo modo sarebbe possibile una produzione più economica della carne coltivata.

Solitamente i fattori di crescita si devono aggiungere esternamente al mezzo di coltura delle cellule animali. Di fatto costituiscono la voce maggiore dei costi di produzione della carne coltivata. Oltretutto si degradano con rapidità e vanno riforniti con frequenza, andando a impennare ulteriormente il costo.

Malgrado i risultati molto promettenti, nelle fasi iniziali il processo di crescita delle cellule modificate è stato più lento. Per renderle pronte per l’industria si sono rese così necessarie altre ottimizzazioni. Ma da parte degli scienziati c’è ottimismo. Presto dovrebbe essere possibile modificare il fattore di crescita in modo da velocizzare e migliorare la riproduzione muscolare.

Questo processo non dà luogo a OGM dannosi ma va a modificare geni già presenti all’interno delle cellule senza l’aggiunta di materiale genetico esterno. Un approccio questo che potrebbe anche facilitarne l’approvazione regolamentare.

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