Sustainability Life

Hai una vecchia stufa a pellet? Oggi puoi sostituirla con una a massima efficienza pagandola la metà, come fare

È arrivato il momento di sostituire la vecchia stufa a pellet. Hai la possibilità di pagare la metà per avere un impianto efficiente al massimo.


Questo può essere veramente il momento migliore per sostituire la nostra vecchia stufa a pellet. In primo luogo perché il biocombustibile tanto apprezzato nel Belpaese costa sempre meno.

Il mese scorso i dati diffusi da AIEL hanno parlato chiaro: rispetto a gennaio 2023 il prezzo di vendita del pellet è calato del 40% e al momento costa mediamente 6 euro a sacchetto da 15 kg (contro i 9,31 euro dell’anno precedente).

Insomma: il pellet è sempre più conveniente grazie anche all’abbattimento dell’IVA sulla biomassa, scesa dal 22 al 10% grazie alla decisione del governo. Motivo per cui in tanti stanno puntando sulle moderne stufe a pellet per sostituire i vecchi impianti di riscaldamento. Non tutti però sono a conoscenza del fatto che per sostituirli possono contare su agevolazioni che permettono di pagare molto meno.

Sostituire la vecchia stufa a pellet pagando la metà, ecco come fare

Non si può parlare di un vero e proprio Bonus Pellet – che in quanto tale non esiste – ma è comunque possibile di accedere ad alcune agevolazioni grazie a altri bonus già in vigore. Quali? Adesso lo vedremo.

Come sostituire la vecchia stufa a pellet
Può essere conveniente sostituire la vecchia stufa a pellet e pagare la metà – biopianeta.it

Ci riferiamo in particolare al Bonus Ristrutturazione e soprattutto all’Ecobonus 50%. Due misure accomunate da un unico obiettivo: l’efficientamento energetico dell’abitazione attraverso il miglioramento della classe. Con l’Ecobonus 50% si può usufruire di una detrazione anche per l’acquisto delle stufe a pellet. Può essere richiesto fino al 31 dicembre 2024 e la detrazione sarà spalmata in 10 quote annuali.

Per quanto riguarda le stufe a pellet l’aliquota sarà stabilita in base all’intervento da realizzare, e cioè:

  • 50% per interventi di riqualificazione energetica del solo impianto di riscaldamento;
  • 65% per interventi di riqualificazione energetica globale dell’immobile;
  • 85% per i lavori edili di consolidamento che migliorino la classe di rischio sismico.

Il Bonus ristrutturazione – richiedibile una sola volta – consente invece di detrarre spese fino a 96 mila euro. Bisogna però rispettare alcuni requisiti. Per esempio la nuova stufa a pellet dovrà avere un rendimento energetico pari o superiore all’85%. Serve anche una certificazione ambientale da 4 o 5 stelle a seconda che la stufa sia sostituita o installata ex novo.

A poter usufruire dell’Ecobonus sono i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini, gli inquilini e i familiari conviventi. Sono richieste anche delle particolari modalità di pagamento, che dovrà avvenire per bonifico bancario o postale parlante e tramite finanziamento a rate. In alcun caso è previsto il pagamento con assegni bancari, contanti o con altri mezzi.

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