Ripetiamo molto spesso che i cambiamenti climatici sono una realtà con la quale purtroppo dobbiamo imparare a fare l’abitudine. Questi sono frutto di un abuso da parte dell’uomo di risorse naturali e di agenti che hanno inquinato la nostra atmosfera fino a renderla sostanzialmente deleteria per se stessa.

Un altro concetto che ci capita di sottolineare spesso è quello della necessità di un imprinting in materia, che ovviamente deve partire da chi ci governa. Le istituzioni hanno la responsabilità dei cittadini in questo senso. Il comportamento di una persona qualunque può essere indirizzato verso un medesimo obiettivo comune, ma appunto le regole devono essere chiare e limpide.

Una sorta di lotteria

Partiamo dal concetto che ad oggi ciò a cui possiamo aspirare è esclusivamente un rallentamento di questi fenomeni. Gli abusi sono stati troppo duraturi per poter essere “dimenticati” dal nostro Pianeta nel giro di pochissimi anni.

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In Francia si è scelto di dar voce anche ai cittadini comuni, tramite l’istituzione della “Convenzione cittadina per il clima“, un’assemblea di persone selezionate a caso nella popolazione, che collaborerà a stretto contatto con il presidente Macron. L’intento di questa iniziativa è proprio quello di coinvolgere quanto più possibile ogni figura della nostra società, confidando che ognuna di queste possa contribuire a delle soluzioni consone in materia.

Non è affatto la prima volta che un progetto del genere prende corpo. Già sei anni fa, nel 2014, in Svezia fu istituito il “Klimatriksdagen“, letteralmente “Parlamento Popolare per il Clima”. I partecipanti all’assemblea francese saranno 150, selezionati attraverso l’estrazione da un campione di 255 mila numeri di telefono. Speriamo possa essere una soluzione efficace!