Nella società odierna probabilmente non si piange abbastanza. Questo è un dato di fatto: voler mostrare sempre la parte “migliore” di se, è diventato sinonimo di virilità, o comunque di forza d’animo. Mettere in gioco le proprie lacrime davanti a qualcuno non è affatto facile, e probabilmente ad oggi è visto come un sintomo di debolezza.

Con il passare del tempo l’uomo, probabilmente a causa dell’esposizione derivata dai mass media, ha costruito una immagine di se “invincibile” o comunque esageratamente tendente alla virilità. Nulla di più sbagliato, poiché forzare il proprio essere mostrandosi diversi dalla realtà non fa altro che peggiorare la situazione.

Nessun dubbio

La scienza naturalmente sostiene la teoria sovracitata, richiamando quello che è il comportamento naturale dell’uomo (in senso ampio). Piangere talvolta aiuta a scaricare una tensione accumulata. Non è un caso che dopo una grandissima dose di stress, quando ci troviamo da soli, le lacrime scendano da sole senza alcun avvertimento.

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Una storica ricerca condotta da Jonathan Rottenberg, ricercatore della University of South Florida di Tampa ha sottolineato proprio questo aspetto. Sulle pagine di Current Directions in Psychological Sciencela rivista dove sono stati pubblicati i risultati della ricerca, appare chiaro proprio questo concetto: il pianto guarisce.

“Il pianto ci accompagna durante tutta la vita, da quando siamo bambini ai momenti cruciali dell’età adulta come matrimoni, nascite, lutti”

La gran parte delle persone che hanno preso parte alla ricerca infatti sostiene di essersi sentita meglio dopo aver scaricato lo stress a cui sono state sottoposte. Piangiamo senza nasconderci, ne vale la pena.